Considerazioni 10 - Massimo Pastore
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Considerazioni 10

A Rabat ci sono dei tram ultramoderni che nulla hanno da invidiare a quelli che circolano a Zurigo. Fino a ieri li vedevo scorrere da un lato all’altro della città (naturalmente fuori le mura della Medina) guardandoli distrattamente, troppo diversi da tutto il resto che mi circonda! Poi invece scopro la loro funzionalità, rigano dritti sulle rotaie senza curarsi dei pedoni incauti e arrivano alla meta in perfetto orario.
Da Rabat Medina a Hospital Moulay Youssef in meno di 10 minuti, mi stupisce che Safaa preferisca il tassi, Avenue Mohammed V nell’ora di punta equivale per intensità di traffico all’incrocio del Museo Archeologico con Santa Teresa degli Scalzi e Salvator Rosa nel periodo pre-natalizio. Una trappola di auto e smog. Invece il tram sfila via e non inquina. La sede di Fotografi Art si trova appunto poco distante dalla fermata Hospital M.Y., l’ultima stazione, in un quartiere popolare con un mercato colorato e vivace, sulle balconate del primo e unico piano di un riad, sotto il Teatro Aquarium. Questo è il luogo dove Safaa, Amin, Maha, Alice, Ziad, Ismael si incontrano in nome della Fotografia, realizzano progetti, Atelier di fotografia per i bambini del quartieri andandoli a cercare porta a porta, organizzano mostre. Amano la fotografia che diviene strumento di approfondimento della loro cultura e, inevitabilmente (per chi ha una coscienza critica), contestazione sociale e politica. Si accede da una scala ripida che porta alla balconata che corre lungo tutto il perimetro del tetto rettangolare del teatro Aquarium sul quale si aprono le sale di Fotografi Art, l’atmosfera all’ingresso e nella sala comune, ricorda il Tachless in piccolo. Io esporró nella sala centrale, per la prima volta queste foto saranno su pareti completamente nere, ci stanno proprio bene! Finito l’allestimento, arriva una donna giovane e francese è responsabile della Missione di Cooperazione Culturale dell’Ambasciata di Francia, in quanto Associazione attiva sul territorio intendono coinvolgere Fotografi Art in un progetto di finanziamento delle attività relative agli Atelier di fotografia per i bambini. Torno a casa con il mio ormai amato tram, mi rilasso un po inviando mail e conversando con Abdelghani. Scendiamo, io e Safaa per andare all’apertura di una collettiva di fotografia a Villa des Arts de Rabat. African Emerging Photography dai Rencontres de Bamako, 12 giovani fotografi del Mali, Burkina Faso, Nigeria, Congo etc. Alcuni molto interessanti come Nyani Quarmyne del Ghana che ha presentato un progetto fotografico dal titolo Climate Change, in cui mette in relazione la figura umana con il paesaggio modificato da qualche evento catastrofico naturale, le dimensioni inalterate dell’Uomo interagiscono con quelle invece modificate del paesaggio e probabilmente dopo il passaggio di uno tzunami, creando un gioco curioso di proporzioni. Oppure Zanele Muholi dell Africa del Sud che ha presentato 2 fotografie di grande formato della serie Miss D’vine, un transexual pop africano in posa in spogli campi di grano, dall’aspetto serio e sereno. Mi sarei aspettato una partecipazione di pubblico diversa in termini di numero, eravamo in pochi e ormai quasi tutti concentrati al buffet rigorosamente analcolico. Attorno a noi vi erano veri e propri assalitori di camerieri. Mi spiego. Ad un certo punto, dopo l’apertura del buffet, i camerieri che arrivavano con in grandi vassoi non riuscivano nemmeno a posarli sul tavolo che già erano stati svuotati da ospiti evidentemente affamati che non solo li mangiavano, ma in modo assolutamente normale e disinvolto facevano scorta, stivando il finger food nelle loro borse. I vassoi arrivavano vuoti al buffet. Certo anche dalle nostre parti accade, ma con modi diversi e senza naturalezza, da noi consumano solo sul posto! Sono i presenzialisti affamati di Rabat!
E dopo aver sentito la voce di casa vi auguro una buonanotte.
Piove.

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