Considerazioni 4 - Massimo Pastore
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considerazione4

Considerazioni 4

Dar Valentina è una casa su tre livelli più terrazzo collocata nella parte alta del cuore della Medina da qui si può sentire il rumore dell’infrangersi delle onde dell’Atlantico lungo le rocce che si alternano alla spiaggia oltre il grande cimitero che da lontano sembra un’immensa folla di persone, la prima volta ebbi la sensazione di vedere una grande manifestazione ma tutto era immobile, solo dopo mi resi conto che erano lapidi, centinaia, migliaia, quasi tutte rivolte verso lo stesso orizzonte e verso il mare. La casa di Valentina è un porto di mare dove approdano persone da ogni dove, è luogo di contaminazione colturale dove è impossibile sentirsi soli. Vivono “stabilmente” nella camera al secondo piano della casa verticale Safaa Mazirh (di lei vi parlerò più avanti) e il suo compagno Imam Ben Rahou un giovane marocchino garbato e dalla risata che ricorda il verso dei gabbiani, lavora come cameriere su un vascello ristorante ancorato lungo la foce del fiume Bouregreg che separa Rabat dalla città di Salè, ha la passione per la musica e il teatro ma ancora non so ( io) cosa farà da grande. Di fronte alla camera della graziosa coppia c’è un altra stanza che fino a poco tempo fa era adibita a studio ma all’occorrenza diviene camera da letto. Al terzo piano due camere, quella di Valentina attualmente in Italia occupata da me ed un altra più piccola che ospita Gianmarco un marpione del nord Italia con la fissa per la fessa che deve essere rigorosamente mora di carnagione e capelli. È un ragazzo di 24 anni abbastanza carino non molto alto e dalla corporatura normale ma con un grande ascendente sulle donne ( per me incomprensibile) che puntualmente cadono nel suo letto. Ha un fare coinvolgente e seducente il ragazzo, perennemente squattrinato passa la sua vita a gozzovigliare e a collezionare vagine generalmente marocchine. Al primo piano invece la cucina e il salotto sono i luoghi dove si incontrano i residenti, dal pomeriggio inizia un piacevole via vai di “esterni” che va avanti fino a notte inoltrata, per lo più marocchini ma non mancano certo gli stranieri! Artisti o presunti tali, attori o aspiranti tali, gente che svolge lavori comuni e disoccupati, un melting pot variegato e improbabile. Si parla, si ascolta musica, ognuno lavora ai propri progetti, si mangia e si beve di tutto. C’è anche chi bussa alla porta la sera tardi chiedendo caffè, non ricordo il suo nome è un uomo di una certa età un po’ malandato, non entra, aspetta fuori il tempo che il caffè sia pronto poi si dilegua nei meandri della Medina.

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