T(h)ru(e) Naples - Massimo Pastore
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T(h)ru(e) Naples

Non è un progetto, ma un percorso spontaneo e casuale.
Ho sempre avuto una grande difficoltà a fotografare Napoli, la mia città, “decidere” di uscire con la macchina fotografica mi ha sempre creato una certa ansia da prestazione, cosa fotografare e perché? Non sono mai riuscito a trovare una risposta che mi soddisfacesse!
Napoli, come tutti i luoghi carichi di storia, cultura, contrasti e folklore, è stata e continua ad essere soggetto di rappresentazione nelle varie forme artistiche, sembra che di questa città si sia ormai raccontato tutto, dai fasti di una decaduta e decadente nobiltà alla miseria colorata e colorita di un “Popolo” dedito all’arte dell’arrangiarsi. Napoli sovrappopolata, generosa e violenta al tempo stesso, elegante e volgare, paradiso e inferno. Una sorta di microcosmo dove coesiste tutto e il suo contrario.
Capitale della più sfrenata spontaneità.
Per anni, la poetica di Napoli è entrata inevitabilmente nei miei diversi progetti fotografici, attraverso i volti delle persone, le luci e le ombre, la narrazione della vita e della morte, a causa o per merito di un retaggio culturale insito nel mio dna napoletano.
Andare in giro con la macchina fotografica per cercare qualcosa da fotografare, non ha mai prodotto alcun risultato, avevo la sensazione che tutto fosse poco interessante o non abbastanza bello, la luce non mi sorprendeva, mi sembrava tutto estremamente normale e a tratti banale.

Poi invece qualcosa è cambiato, con l’avvento dell’era virtuale, una nuova coscienza si è fatta strada, una coscienza di rilassatezza e libertà, nella mia tasca sempre a portata di mano un telefono, uno strumento leggero e maneggevole, discreto e soprattutto abbastanza piccolo da poterlo tenere in tasca, un telefono che oltre a svolgere la sua classica funzione è anche macchina fotografica, oltre a molte altre cose.
Una nuova macchina fotografica istantanea, una Polaroid contemporanea, che mi lascia la libertà di muovermi con disinvoltura senza dover cercare la scena, il momento, immortalando così, in modo semplice, quel che riesce a sorprendere il mio sguardo. A volte basta voltare lo sguardo in un’altra direzione per restare incantati, allora tiro fuori il telefono /macchina fotografica e scatto. Con gioia e spensierata soddisfazione.
Quelle di T(h)ru(e) Naples, in cui si gioca con la parola “Thru” in inglese americano = attraverso e “True” in inglese = vero/autentico, quindi Vera Napoli o Attraverso Napoli sono fotografie istantanee, vere e proprie cartoline virtuali che possono essere pubblicate in tempo reale nella rete, che possono essere stampate e conservate o mostrate. Luci e ombre dalla mia città.

Ogni istantanea di questa serie è in tiratura limitata di n° 3 esemplari e stampata con procedimento di stampa fine art su Hahanemhule Paper, certificata e firmata sul retro.

 

Massimo Pastore


 

English

It is not a project, but a spontaneous and random path.
I always had a great difficulty in photographing Naples, my hometown, “decide” to go out with my camera has always created some performance anxiety, what to photograph and why? I was never able to find an answer that would satisfy me!
Naples, like all places full of history, culture, folklore and contrasts, has been and continues to be the subject of representation in the various art forms. It seems that this city has now told everything, from the splendor of a decayed and decadent nobility to misery colored and colored of a “People” dedicated to the art of making do. Napoli overcrowded, violent and generous at the same time, elegant and vulgar, heaven and hell. A kind of microcosm where everything and its opposite coexist.
Capital of an unbridled spontaneity.
For years, the poetry of Naples came inevitably in my other photo projects, through the faces of the people, lights and shadows, the narrative of life and death, because of or about a cultural heritage inherent in my Neapolitan DNA.
To walk around with my camera looking for something to photograph, has never produced any result. I had the feeling that everything was uninteresting or not nice enough, the light didn’t surprise me, everything seemed very normal and sometimes banal.

But then something changed, with the advent of the virtual technology, a new conscience has found its way, a conscience of laxity and freedom, in my pocket always a phone, lightweight and handy, discreet and small enough to keep in my pocket, a phone that not only performs its classical function but also camera, as well as many other things.

A new instant camera, a contemporary Polaroid, that leaves me the freedom to easily move without having to search a scene, the moment, capturing so, in a very simple way, that it manages to surprise my eyes. Sometimes you just have to turn your eyes in another direction to be enchanted, then pull out the phone / camera and shoot. With joy and carefree satisfaction.
Those of T (h) ru (s) Naples, where you play with the word “Thru”, in American / English = through and = “True” in English = true / authentic. So, True Napoli or Through Naples are snapshots, real postcards that can be posted on real time on the network, which can be printed and stored or displayed. Lights and shadows from my town.

Each snapshot in this series has limited edition of n°. 3 copies and printed on fine art printing process on Hahanemhule Paper, certified and signed on the back.

 

Massimo Pastore